Cavalcata nella storia della rete delle reti

Lo sapete no, come è nata Internet?! Negli anni ’60 nasce il progetto Arpanet che connette alcune università americane, poi negli anni tra il ’91 e il ’93 parte il protocollo del WorldWideWeb, in conclusione nel ’95, quando partono i primi browser, come Magellan, Explorer, Opera e in particolare Netscape Navigator, possiamo dire che Internet apre i battenti…

SBAGLIATO!

…o almeno molto incompleto. Per meglio comprendere le ragioni per cui anche a oggi soffriamo di uno spaventoso digital divide serve che andiamo a ricercare la causa profonda. Ci viene in aiuto il solito Alvin Toffler, quando nel suo saggio “La terza ondata” ci segnala che già nel 1977 o giù di lì, negli Usa erano disponibili due servizi di comunicazioni in rete telematica denominati “The source” e “Compuserve”. Gli utenti dell’epoca avevano già disponibili la gran parte dei servizi internet che usiamo ora e Toffler era già in grado di prevedere che a breve sarebbe stato disponibile quello che è stato prodotto più tardi (i social media ad esempio).

Anche in Italia qualcuno ben informato sapeva di questa opportunità imminente, si trattava di elementi molto eterogenei, da una parte ad esempio della “rete telematica alternativa“, già attiva a cavallo alla fine degli anni ’80 e che si organizzava già contro i rischi potenziali conseguenti; dall’altra di Luigi Allori, autore del “Dizionario dei mass media” pubblicato nel gennaio 1992 e perciò elaborato in anni ancora precedenti.

Ma quali sono i motivi per cui ho scritto questo articolo?

Per il semplice fatto che lo scopo stesso dell’esistenza di questo tumblelog è di decrittare il passato recente il più accuratamente possibile per fornire degli spunti di progettazione per il futuro!

Nello specifico questi dati mi hanno molto colpito, e penso possano essere utili a tutti per meglio comprendere le cause per le quali questo fenomeno di dimensioni enormi è stato in gran parte gestito dagli Usa e ha visto la penisola italica tra i fanalini di coda. Pensiamo solamente alla differenza di età tra i loro nativi della rete e i nostri. La loro prima generazione è quella del 1967, la nostra quella del 1985, diciotto anni che in questo argomento sono un’era!

L’altro dato che appare spaventoso, ma confrontato con quello sopra diviene un banale nesso di causa-effetto, è quello della partenza dei primi software, siti e blog in America a confronto con quanto (non) siamo riusciti a fare qui in Italia, pensiamo ai browser sopra citati, a servizi come yahoo, amazon, e-bay, ai social network, di cui il primo non è my-space, ne orkut, ne tantomeno facebook, ma classmates e sixdigrees (il cui nome giocava con l’affascinante teoria dei sei gradi di separazione), nati rispettivamente nel 1995 e ’97. Ve lo immaginavate?!

Ciò significa che chi creò questi strumenti aveva noto fin da molto tempo prima tutte le basi del progetto internet (magari erano i figli di coloro che avevano acquistato a suo tempo i servizi di “the source” e “compuserve”), mentre mediamente in Italia, se andava bene, nella seconda metà degli anni ’90 ci si faceva l’account di posta elettronica, i programmi nelle scuole tecniche riguardavano ancora l’edilizia, la meccanica e l’elettrotecnica e materie come officina-legno o la stenografia (tecnologia vecchia di soli circa… duemila anni!), i blog avremmo iniziato a conoscerli nella prima metà degli anni 2000 e i S.N. nella seconda…

Questa storia del recente passato ci permette di capire meglio come si fanno gli studi sul futuro. In estrema sintesi, avendo possesso dei migliori dati sul presente!

Mi auguro che questo articolo vi sia di stimolo a fiutare le nuove opportunità, talvolta presenti sotto forma di “segnali deboli”!!!

Buone ricerche!

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