La formula del successo

“…nessuno – ne una rockstar ne uno scienziato – ce la può fare in totale solitudine. Abbiamo tutti bisogno di una guida, di un mentore, di qualcuno che indirizzi i propri sforzi e ci aiuti a trovare la strada.” Malcom Gladwell

In questo articolo proveremo a introdurre una ricerca che siamo certi attanagli molte persone, spesso molto affine a quella forse di ordine superiore che riguarda il senso della nostra presenza in questo universo.

Con questo tumblelog siamo sempre nell’ambito dello studio dello stato di fatto per acquisire elementi utili a progettare il futuro, nei suoi aspetti artistici tanto che in quelli economici o tecnologici.

Da una domenica di lavoro assieme a un amico prima, e di meditazioni davanti a una birra boema con un altro amico poi, ho pensato di dover scrivere un articolo su un elemento da molti inconsciamente desiderato, ma a cui pare nessuno mai abbia dato risposta attraverso l’unico modo sensato per un aspetto così complesso della vita, ovvero un algoritmo, che per definizione è un procedimento che risolve un dato problema (e anche questo termine ha una definizione precisa attinente alla materia che stiamo trattando, ovvero ‘un ostacolo che rende difficile raggiungere un determinato obiettivo o soddisfare una certa esigenza, frapponendosi tra la volontà dell’individuo e la realtà oggettiva’) attraverso un numero determinato e finito di passi elementari.

Non si potrebbe, a mio modo di vedere, procedere altrimenti.

E’ un periodo in cui sono molto diffuse diverse teorie sul successo, vedi definizioni entrate ormai nel linguaggio e nell’immaginario comune come ‘the secret’ o ‘la legge dell’attrazione’, ma tutte basate su spiegazioni (più o meno attendibili) che si protraggono nei vari testi o conferenze che le trattano in lunghe spiegazioni, spesso suggestive effettivamente, ma poco utilizzabili a livello operativo. Tant’è che nonostante la diffusione di questi temi attraverso i libri che li propagandano, l’umanità combatte con un problema a oggi urgentissimo, e cioè che a oggi pochissimi individui sanno incidere nella storia del mondo (al riguardo vedasi i due link in fondo alla pagina).

Il processo sarà di tipo euristico, ma il risultato più efficace dovrebbe essere alla fine una formula matematica, per definizione la scienza perfetta!

Tutto il resto rimangono chiacchiere atte, anche in un’ipotetica interazione (normalmente un processo incrementale) a rimanere sterili. Come nel caso di un mio amico, di formazione umanistica, appassionato di film d’essai, dal tentato percorso registico, evoluto in maniera piuttosto versatile come webmaster, riciclato ultimamente, forse per la crisi del settore pubblicitario in un’improbabile ruolo di formatore/coach. Questi si è messo a scrivere un articolo dove confutava la legge dell’attrazione succitata e cosa ancor più singolare, una serie di personaggi di ignota estrazione ha inserito parecchie risposte di rinforzo nel suo blog, tra cui la più simpatica: << Quando sento questi che dicono che per avere qualcosa basta desiderarlo, penso che se lo sapesse mio nonno si rivolterebbe sulla tomba>>, nonché altre amenità del genere! La cosa singolare di queste trattazioni così approssimative dell’argomento è che personaggi che scrivono concetti così poveri di spirito, non si soffermano mai un secondo a pensare che il loro parente estinto è con buona probabilità morto nell’oblio, mentre l’autore della famigerata teoria è con altrettanta probabilità divenuto ricco credendoci per primo. Solo da questi passaggi iniziali crediamo sia chiara la molteplicità di sfaccettature dell’argomento e la necessità di approcciarlo seriamente e diremmo soprattutto ‘scientificamente’!

sezione aurea

Ecco che in contrapposizione alle chiacchiere, vorrei formulare un quanto più possibilmente infallibile algoritmo, che come già anticipato nella homepage per la costruzione di questo tumblelog, desidererei costruire assieme ad altri che avessero il medesimo interesse. Il massimo sarebbe avere certamente qualche persona sagace con buone esperienze pratiche, ma soprattutto qualche specialista come psicologi, antropologi, sociologi e perché no, un ingegnere o un matematico a tirare le fila dell’operazione. Sicuramente ci sarebbe da divertirsi, poi forse anche da portare a casa qualche risultato utile a tutti coloro, che non vogliono banalmente ‘fare soldi’, bensì procedere in un difficoltoso percorso di sistematica e costante crescita personale.

Bisogna intanto dare una definizione chiara di ‘successo’. Questo non è tanto ‘fare il commercialista’ piuttosto che il ‘giocoliere’, attività per quanto ‘sofisticate’, fattibili da chiunque venga da una famiglia che vive di questi lavori, dove si avranno esempi, suggerimenti e appoggi in quantità per poter divenire erede della tradizione familiare. Per cui il primo aspetto che ci viene in mente del successo è che esso indica la capacità di operare una cesura rispetto alle proprie origini, qualsiasi esse siano. Un grande successo sarebbe per il figlio di notai o farmacisti divenire giocoliere, per tornare all’esempio sopra.

cabala_fibonacci

Dal nostro punto di vista, per impostare una formula del successo, possiamo introdurre alcuni elementi, che in ordine sparso possono essere:

  • ambiente fisico (città/campagna, centro/periferia) e sociale di appartenenza
  • predisposizione genetica
  • epoca storica
  • ‘indice di desiderio’ elevato e conseguente ‘determinazione’
  • presenza/assenza di ‘freni a mano’ autoindotti
  • apertura alle conseguenze (quelle spiacevoli e perfino quelle piacevoli del successo, che molti inconsciamente rifuggono)
  • accettazione del nuovo status da parte del proprio entourage
  • curiosità
  • ampiezza della ‘zona di comfort’ già a disposizione
  • presenza/assenza di accettazione, quando non stima, della figura genitoriale
  • ingresso nella propria vita di potenziali mentori
  • abilità a recepire, introitare informazioni
  • contestuale percorso spirituale in atto

Questi alcuni dei fattori, mancano i segni di operazione tra essi e le percentuali di importanza di ognuno. La soluzione del problema necessita del contributo di un’intelligenza collettiva, una singola persona alle prese con una sfida del genere rischierebbe di fare la fine del protagonista del film di Aronofsky pi_greco, film da cui forse ha preso inconsciamente spunto questo articolo…

Che dite, costruiamo insieme l’algoritmo aureo?!?!?!

pi_greco

A discapito delle motivazioni che ci hanno spinto a scrivere questa pagina, dobbiamo evidenziare un aspetto che apparentemente pone dei limiti a questa impresa. La teoria dei sistemi complessi dice:

nei sistemi complessi l’imprevedibilità e il paradosso sono sempre presenti ed alcune cose rimarranno sconosciute.

Edgar Morin

O se vogliamo anche solo basarci sulla filosofia antica, pare che Aristotele in astratto abbia affermato che “il tutto è maggiore della somma delle parti“.

http://blog.debiase.com/2015/12/28/lo-07-che-possiede-il-452-della-ricchezza-del-mondo/

Il principio della liquidità e la sua corruzione. Un contributo alla discussione su algoritmi e capitale – di Stefano Lucarelli

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Un pensiero su “La formula del successo

  1. Pingback: π – Il teorema del delirio | TOTAL RECALL!!!

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