Human Traffic

La pellicola che presentiamo oggi, si chiama Human Traffic. Il giorno di Ferragosto (data in cui scriviamo l’articolo) era il giorno più di ogni altro nell’epoca dei club house in cui il nomadismo verso le discoteche arrivava al suo apogeo!

Il film, piccolo cult di fine anni ’90, racconta questo mondo, utilizzando come veicolo le vicende incrociate dei suoi protagonisti.

Il mondo delle discoteche di tendenza e dei rave, pur avendo raggiunto dimensioni considerevoli, a vedere anche da quest’unica testimonianza cinematografica, non è mai diventato un fenomeno abbastanza noto da incoraggiare i produttori a prenderlo con la dovuta attenzione, come era successo per la precedente ondata degli anni ’70, con i vari ‘Saturday night fever’ e i successivi ‘Studio 54‘ e ‘The last days of disco‘. Prima di lasciarvi alla visione di Human Traffic vi segnaliamo solo la disponibilità di numerosi documentari e libri sul fenomeno, che andremo a breve a elencarvi; per adesso gustatevi il film oggetto di questo articolo:

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Se poi il film vi avesse preso bene potete dirvi fortunati, pare che sia in produzione proprio in questo 2016 il sequel, lo si evince da questo tweet di Danny Dyer:

Le Monde de Paul Delvaux

A qualche intenditore particolarmente sensibile farà piacere ritrovare tra le pagine di questo tumblelog una chicca rarissima e misconosciuta come questa, il breve film sull’artista belga di Henri Storck, musicato da André Souris!

Signore e signori, buona visione!