Human Traffic

La pellicola che presentiamo oggi, si chiama Human Traffic. Il giorno di Ferragosto (data in cui scriviamo l’articolo) era il giorno più di ogni altro nell’epoca dei club house in cui il nomadismo verso le discoteche arrivava al suo apogeo!

Il film, piccolo cult di fine anni ’90, racconta questo mondo, utilizzando come veicolo le vicende incrociate dei suoi protagonisti.

Se dobbiamo dare un parere sulla pellicola, il giudizio è complessivamente positivo, commedia che scorre liscia con qualche momento esilarante, e tra i personaggi figura anche una comparsata nientemeno che di Carl Cox nei panni del tipico boss della discoteca dove confluiscono i protagonisti, ma non possiamo dire che il clubbing in questo film sia elevato a religione, diversamente, è l’habitat neanche tanto esclusivo (in parallelo per tutto lo svolgimento dei fatti ai pub) dove i giovani protagonisti vivono le loro vicende. La narrazione popolare di questa produzione britannica è nel solco di molti altri film generazionali del periodo, primi tra tutti Trainspotting e Billy Elliot e mettiamoci anche svariati lavori del leggendario Ken Loach e pure Guy Ritchie, con i protagonisti che si muovono tra foschie e abitazioni di mattoni scuri e le miserie della working class inglese, non troppo diverse da quelle delle altre nazioni, a meno forse di un’inclinazione alla cagnara non sappiamo se vera o un po’ romanzata.

Il mondo delle discoteche di tendenza e dei rave, pur avendo raggiunto dimensioni considerevoli, a vedere anche da quest’unica testimonianza cinematografica, non è mai diventato un fenomeno abbastanza noto da incoraggiare i produttori a prenderlo con la dovuta attenzione, come era successo per la precedente ondata degli anni ’70, con i vari ‘Saturday night fever’ e i successivi ‘Studio 54‘ e ‘The last days of disco‘. Prima di lasciarvi alla visione di Human Traffic vi segnaliamo solo la disponibilità di numerosi documentari e libri sul fenomeno, che andiamo in fondo a questo articolo a elencarvi; ma ora gustatevi il film oggetto di questo articolo:

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Se poi il film vi avesse preso bene potete dirvi fortunati, pare che sia in produzione proprio in questo 2016 il sequel, lo si evince da questo tweet di Danny Dyer:

A oggi, otto ottobre 2019, possiamo dire che la precedente promessa da parte del regista, se non del tutto mantenuta, è in dirittura di arrivo (a riprova anche che il sito viene continuamente aggiornato). Da diverse fonti si ventila dell’imminente uscita del sequel, consigliamo a chi fosse interessato di seguire la pagina Facebook relativa al progetto, che viene aggiornata spesso anche negli ultimi giorni:

https://www.facebook.com/HumanTrafficRevolution

Bibliografia:

Traveller e raver

Club Confidential

Generazione ballo sballo

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I flyer nel panorama dei mass-media in occidente

Andiamo a trattare l’importanza del media “flyer” nell’universo dei fenomeni underground.

In particolare ci occupiamo di quello che hanno significato in un caso emblematico, la propaganda tramite questo mezzo di comunicazione (assieme al passaggio di informazioni verbali) e la scelta stilistica adottata per i locali lanciati dal leggendario art-director Vasco Rigoni.

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Musica Industrial

All’interno della musica da house club, esistono dei sottogeneri che nel periodo d’oro venivano mixati dai maggiori dj (Leo Mas, Andrea Gemolotto, Fabrice) assieme ai due generi principali, house e techno.

Oggi parleremo di Industrial music, un genere tra i cui principali protagonisti possiamo ricordare i Throbbing Gristle, gli Psichyc TV, i Cabaret Voltaire, i clock DVA, i Revolting Cocks, gli Einsturzende Neubauten e ci inseriremmo anche i Cassandra Complex!

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